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Ex Convento di S.Domenico, Ancona

RESTAURO

EX CONVENTO DI SAN DOMENICO
Camerino (MC)
Anno: 1993 - 2002
Progettisti: Ing. M.P. Guerrini
Committente: Università degli Studi
di Camerino
Tutela: Ministero Beni Culturali
Soprintendenza ai Beni
Architettonici delle Marche
Finanziamento: Ob5B-Regione Marche-CEE
interventi di ricostruzione post sisma

Insediamento Domenicano della fine del '200 costituito da un complesso di edifici a corte quadrangolare e da due chiese adiacenti, ricco di stratificazioni storiche rinascimentali barocche, tardo ottocentesche sino agli interventi in tempi recenti. La lunga storia del complesso edilizio delconvento ha avuto inizio nella seconda metà del Duecento; per oltre sette secoli ha quindi subito trasformazioni, aggiunte e alternazioni fino ad assumere l’aspetto variegato e complesso, ma purtroppo anche pesantemente degradato, sul quale è intervenuto il progetto di restauro. Il carattere principale dell’insieme consisteva sicuramente nell’evidente eterogeneità dei corpi di fabbrica, conseguenza della complessa stratificazione storica, unificati soltanto dalla vasta corte quadrangolare sulla quale si affacciavano; con il restauro si è voluta sostanzialmente confermare questa complessità visiva e funzionale. L'intervento è caratterizzato da un complesso restauro statico di natura prettamente filologica conservativa volto al totale recupero degli elementi originari sia strutturali (solai in legno, centine per volte in camorcanna, paramenti murari) sia decorativi. Il progetto, pur ideato unitariamente, è stato sviluppato in diverse fasi: prima il recupero dell’ala ovest e delle chiese di San Sebastiano e San Domenico già realizzato, successivamente quello dei lati est e sud per un totale di 3.000 metri quadri. Riuscire a trasformare una congerie di edifici differenti e abbandonati in un coerente sistema museale, senza però cancellare le tracce della sua lunga e originaria storia: questo è il tentativo, sostanzialmente riuscito, che è alla base di recupero; la difficoltà consisteva nel trovare il giusto equilibrio tra le molteplici esigenze funzionali del centro museale, che dovrà una volta completato ospitare in unica sede il Museo Civico e il Museo Diocesano con annessi servizi e sale di conferenza, con la volontà di conservare non soltanto l’impianto volumetrico, ma anche le murature originali e le coperture più interessanti cercando di restituire al loro aspetto originario, eliminando gli elementi impropri aggiunti nel tempo. Quindi il problema di ogni intervento di recupero e trasformazione d’uso, la convivenza tra esigenze di conservazione e funzionali, ci sembra in questo caso risolto in maniera particolarmente felice, sia per la particolare flessibilità dell’insieme architettonico, sia per l’attenta cura con la quale è stato pensato ogni elemento: cura dei materiali, recuperati e amorevolmente restaurati quando possibile (si pensi agli otto bei capitelli medievali a foglia “carnosa” del portico) o altrimenti reintegrati con gusto e intelligenza; cura del rapporto tra elementi storici di pregio e nuove aggiunte; cura dei percorsi e degli spazi di collegamenti verticale.


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